Il bacio sulla bocca ai figli e tra coetanei

Affetto o Confusione?

Ieri ho pubblicato un post che ha generato moltissime reazioni.

Il tema è uno di quelli che dividono profondamente i genitori: il bacio sulla bocca tra genitori e figli e il bacio tra bambini, spesso della stessa età. C’è chi lo considera una semplice dimostrazione di affetto e c’è chi lo trova addirittura “reppelente”.

Quando un tema divide così tanto, vale la pena fermarsi un momento e riflettere con calma per comprendere meglio il significato dei gesti che fanno parte della relazione con i nostri figli.

Vedendo l’immagina qui sopra può sembrare carino, ma questo tema è delicato e spesso divide le opinioni.

Il bacio sulla bocca tra genitori e figli è un gesto che alcune famiglie considerano una semplice dimostrazione di affetto, mentre altre preferiscono evitarlo. E fin qui, possiamo anche lasciare che si tratti di scelte di ciascun genitore, dell’educazione che si vuole tramettere. A patto che ci sia responsabilità di entrambi i genitori del bambino non cì sono divieti espliciti o rigorosi.

Ma quando ne parliamo di proseguire queste dimostrazioni d’affetto al di fuori della famiglia stretta allora l’argomento si fa lungo. Ma qui vediamo un pò di tutto in modo di far capire bene quale sono le linee guide.

Dimostrazioni d’affetto e rispetto dei proprio spazi

Se parliamo di contatto fisico è fondamentale sapere che per lo sviluppo psico-affettivo dei bambini, abbracci, carezze, vicinanza e presenza fisica sono elementi importantissimi. Durante la costruzione della sicurezza emotiva, i bambini hanno bisogno di sentire che l’amore dei genitori passa anche attraverso il corpo.

Dobbiamo ricordarci che prima di essere Esseri comunicativi verbalmente, comunicavamo principalmente con i gesti e con il contatto fisico. Perciò è naturale che la necessità di contatto umano ci sia nelle nostre giornate, si tratta di DNA, programmazione primordiale.

Tuttavia, proprio perché il contatto fisico ha un ruolo così importante, è necessario anche insegnare con chiarezza i confini del corpo. La bocca è considerata una zona molto intima ed erogena. Il bacio sulla bocca è associato, nella maggior parte dei contesti sociali, alla relazione tra adulti che stanno insieme. Fa parte dell’accoppiamento umano.

Questo però, non significa che un bacio tra genitore e figlio sia automaticamente qualcosa di negativo o intenzionalmente inappropriato, ma significa che può creare confusione nei bambini sul significato di quel gesto se non gestito in modo adeguato.

Quando il comportamento viene imitato

I bambini imparano soprattutto attraverso ciò che vedono. Se un bambino riceve baci sulla bocca dai genitori, è naturale pensare che questo sia un gesto normale da ripetere anche con altri, che siano bambini o persone del suo ambiente.

Ed è proprio qui che spesso nasce il problema. Molti insegnanti raccontano che, soprattutto nella scuola dell’infanzia, capita che alcuni bambini cerchino di baciare sulla bocca i compagni di classe. Non lo fanno con malizia e non c’è alcuna intenzione sessuale. Lo fanno semplicemente perché stanno ripetendo un comportamento che hanno visto o vissuto. Per loro è un gesto affettuoso, ma nel contesto scolastico questo comportamento può creare disagio o confusione.

Per questo motivo è di estrema importanza iniziare già dal primo giorno di vita del bambino un’educazione al consenso, al rispetto dei limiti e anche sessuale.

In queste situazioni il ruolo degli adulti diventa fondamentale. Non si tratta di punire o rimproverare i bambini, ma di accompagnarli nella comprensione dei confini. Alcune forme di affetto appartengono al mondo dei bambini, altre invece fanno parte delle relazioni tra adulti.

I bambini hanno bisogno di regole semplici per orientarsi. Una delle più importanti riguarda proprio il rispetto del corpo. Educare al rispetto del corpo significa insegnare ai bambini che il loro corpo appartiene a loro, che alcune parti del corpo sono più private e che nessuno può toccarle o baciarle senza il loro consenso.

Questo significa anche aiutarli a comprendere che, se qualcosa li mette a disagio, possono e devono dire “no” e possono rivolgersi a un adulto di fiducia. Questo tipo di educazione non serve a creare paura o vergogna, ma a costruire consapevolezza e protezione. I bambini che crescono con confini chiari sviluppano una maggiore capacità di riconoscere situazioni inappropriate e di proteggersi adeguatamente.

Anche una questione di responsabilità degli adulti

Quando parliamo di confini del corpo, inoltre, non stiamo parlando solo di educazione, ma anche di responsabilità degli adulti. Oggi la società è molto più attenta alla protezione dell’infanzia rispetto al passato. Ma nonostante ciò oggi abbiamo anche tanti malintenzionati preparati e pronti a tutto pur di riuscire nel loro scopo.

Perciò esistono leggi e normative che tutelano i bambini da qualsiasi comportamento che possa violare la loro integrità fisica o emotiva. Questo significa che gli adulti – genitori, insegnanti ed educatori – hanno il dovere di creare contesti chiari e sicuri.

Lasciare passare comportamenti ambigui tra bambini, come ad esempio:

  • baci in bocca (sia a stampo o prolungati)

  • “relazioni amorose” (anche tra bambini della stessa età)

  • ricerca e curiosità reciproca tra i bambini

  • argomenti inappropriati

può portare a confusione rispetto ai confini del corpo e al significato dei gesti affettivi.

Proprio per questo motivo il ruolo degli adulti è fondamentale. Quando si verificano situazioni di questo tipo, insegnanti, educatori e anche i genitori hanno il dovere di intervenire e guidare i bambini nella comprensione del rispetto del proprio corpo e di quello degli altri. Inoltre a fornire precise indicazioni sui limiti dovuti all’età.

In ambito educativo esiste infatti un preciso dovere di vigilanza nella tutela dei minori: ignorare o minimizzare comportamenti che coinvolgono il contatto fisico tra bambini non è una scelta neutra. Non intervenire quando emergono situazioni di questo tipo può esporre anche le istituzioni educative a responsabilità. Per questo motivo oggi molte scuole lavorano attivamente sull’educazione ai confini del corpo, sul rispetto dell’intimità e sull’importanza di insegnare ai bambini che il proprio corpo merita sempre rispetto.

L’affetto non viene meno

È importante dirlo con chiarezza: evitare il bacio sulla bocca non significa togliere affetto ai bambini. L’amore può essere espresso in moltissimi modi: con abbracci, baci sulla guancia, carezze su alcune parti del corpo (brace, spalle, capelli…), parole di incoraggiamento, ascolto e presenza. Ciò che davvero nutre un bambino non è un gesto specifico, ma la qualità della relazione che vive con gli adulti che si prendono cura di lui.

Ogni famiglia ha naturalmente il diritto di scegliere come manifestare il proprio amore, secondo la propria storia e la propria sensibilità, a patto che sia rispettoso. Allo stesso tempo, come genitori abbiamo anche la responsabilità di accompagnare i nostri figli nella comprensione dei confini del proprio corpo e nel rispetto della propria intimità. Guidare i bambini in questo percorso significa offrire loro uno strumento prezioso: la capacità di riconoscere ciò che è appropriato e ciò che non lo è, e la sicurezza di potersi proteggere quando qualcosa non li fa sentire a loro agio. È un insegnamento semplice, ma può accompagnarli per tutta la vita.

Rafaela Fuccio

Sono Rafaela Fuccio,

mamma di una pre-adolescente e di un bambino di 3 anni. Ho iniziato la mia avventura genitoriale a 22 anni, ma nonostante la giovane età, in quel periodo pensavo che sarei stata una super mamma, una mamma leonessa.

Questo è stato vero finché non ho capito che essere madre non significa solo proteggere da un treno in corsa, ma anche trasmettere valori, guidare nei passi importanti e dare un buon esempio. Non sapevo tanto sull’essere genitore, ma avevo le mie regole e tanti limiti. Poi ho notato una mancanza significativa: non mi aggiornavo abbastanza sulle mie azioni, rischiando di influenzare negativamente la vita di mia figlia. Sono stati anni di scoperta personale e sfide grandissime, ma tutto è cambiato quando ho intrapreso la strada della mia indipendenza: lavorando con le famiglie ho compreso tante situazioni…

Ho iniziato lavorando come Professional Organizer, e per alcuni anni mi sono dedicata all’organizzazione degli spazi domestici. Tuttavia, ho presto compreso che per ottenere una vera trasformazione all’interno del nucleo familiare, era necessario offrire un supporto più profondo. Notando che la sola riorganizzazione degli spazi non portava a cambiamenti duraturi, ho deciso di integrare nella mia attività le conoscenze acquisite durante vari corsi di formazione, grazie ai quali ho ampliato l’orizzonte lavorativo. Il risultato è stato un insieme omogeneo di percorsi dedicati alla famiglia, che andavano oltre l’organizzazione fisica degli spazi e portavano al benessere familiare, creando ambienti armoniosi che avessero senso logico e portassero la giusta energia per le varie attività quotidiane. Basandomi sulle motivazioni profonde che mi hanno portato ad intraprendere questo cambiamento, ho deciso di intraprendere un lungo e meraviglioso percorso formativo chiamato “Parental Intelligence” (da me tradotto in “Intelligenza Genitoriale”): l’obiettivo di questo programma era formare professionisti dell’infanzia (inteso come post-graduation) come Pediatri, Logopedisti, Psicologi infantili, Psicomotricisti, Dietisti o Nutrizionisti, Educatori, Collaboratori scolastici, Assistenti sociali e altri. Lavorando già insieme alle famiglie e supportandole con le routine e l’ordine della casa e degli impegni, questa formazione mi ha permesso di aiutare veramente appieno una famiglia intera. Come tutto nella vita, il percorso é iniziato a casa mia, dove ho potuto verificare l’efficacia del metodo. E’ nata quindi una nuova carriera come Parent Coach con il primo percorso di “Riprogrammazione Parentale“, che fornisce le conoscenze necessarie per interpretare i processi mentali dei nostri figli e sviluppare una comunicazione efficace e consapevole. Recentemente, proprio in funzione delle diverse richieste ricevute da neo-mamme interessate alla Riprogrammazione Parentale, ho creato un percorso specifico per loro: “Neo-Genitori” in pratica é la Riprogrammazione Parentale dedicata a fornire gli strumenti necessari per iniziare la nuova vita come genitori, evitando gli errori che tutti noi abbiamo commesso e commettiamo tutt’ora.

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