La genitorialità non è solo scienza.

È caffè freddo, abbracci improvvisi e domande senza risposta.

Questo è il mio e il tuo posto. È il posto di tutte noi donne, mamme che vivono nella lotta tra il fare tutto insieme e cercare di tenere duro.
Questo spazio esiste per raccontare com’è davvero essere
mamma nel 2026 tra pensieri contorti, giudizi altrui e tanto amore che non finisce mai.

Questo spazio è anche tuo, per leggere, per sentirti vista, accolta, capita e a volte anche emozionarti con i racconti di una mamma imperfetta che da anni cerca di migliorarsi e portare nel mondo qualcosa di buono.

Benvenuta nel NOSTRO spazio!

Una donna sorridente al computer in un ambiente domestico con librerie, piante e una lampada
Le mode della comunicazione tra adolescenti: cosa significano davvero

Le mode della comunicazione tra adolescenti: cosa significano davvero

Tuo figlio ti manda un messaggio con tre punti di sospensione e tu non sai se è arrabbiato, annoiato o sta semplicemente aspettando. Tua figlia dice che una cosa è "cringe" e tu ci metti dieci minuti a capire se è un complimento o un insulto. Senti parlare di "ghostare" qualcuno, di "rizz", di "no cap", di meme che non capisci, di riferimenti a video che non hai mai visto.

E nel mezzo di tutto questo, ti chiedi: stanno parlando una lingua diversa dalla mia? Come faccio a capire cosa mi stanno davvero dicendo?

La risposta è sì — in un certo senso parlano una lingua diversa. E no — non devi imparare ogni parola per capirli. Quello che conta è capire perché quella lingua esiste, cosa fa, e come puoi usarla come porta d'ingresso invece che come muro.

Scopri di più
I social e l'immagine corporea: come parlarne senza essere ignorata
Adolescenza, Comunicazione, Tecnologia Rafaela Fuccio Adolescenza, Comunicazione, Tecnologia Rafaela Fuccio

I social e l'immagine corporea: come parlarne senza essere ignorata

Tua figlia si guarda allo specchio e fa una smorfia. Si fotografa, cancella, si fotografa di nuovo. Scorre il telefono per venti minuti prima di cena e quando arriva a tavola ha quell'espressione chiusa che conosci, quella che non sai bene come aprire. Provi a dire qualcosa: "Sei bellissima". Ti guarda come se avessi detto la cosa più inutile del mondo. Forse un mezzo sorriso, forse un "mamma, per favore". E la conversazione finisce prima di iniziare.

Oppure è tuo figlio, che passa ore a guardare video di palestre, di corpi scolpiti, di diete e allenamenti, e che ha iniziato a commentare il proprio corpo con una durezza che ti spaventa.

Il rapporto tra i social media e l'immagine corporea negli adolescenti è uno dei temi più documentati e più preoccupanti della ricerca degli ultimi anni. Ma sapere che esiste il problema non ti dice come parlarci, come aprire una conversazione reale con tuo figlio senza che si chiuda, si difenda, o ti ignori completamente.

Scopri di più
Schermi e smartphone: la conversazione che vale la pena avere
Adolescenza, Comunicazione Rafaela Fuccio Adolescenza, Comunicazione Rafaela Fuccio

Schermi e smartphone: la conversazione che vale la pena avere

C'è una conversazione che quasi ogni genitore di un pre-adolescente o adolescente deve fare prima o poi. Quella sugli schermi. Sul tempo davanti al telefono, ai social, ai video. Sulla dipendenza, sui rischi, sui limiti. È una conversazione che si teme, che si rimanda, che spesso esplode nel momento sbagliato — durante una cena in cui tutti sono già stanchi, dopo l'ennesima volta che hai dovuto ripetere "spegni il telefono" senza risultato.

Quella conversazione, fatta così, quasi sempre non funziona. Non perché l'argomento non sia importante — è importantissimo. Ma perché il modo in cui la facciamo di solito parte da una premessa sbagliata: che il problema siano gli schermi. E che la soluzione siano i limiti.

Scopri di più
Perché tuo figlio adolescente non ti parla più — e cosa puoi fare
Adolescenza, Comunicazione Rafaela Fuccio Adolescenza, Comunicazione Rafaela Fuccio

Perché tuo figlio adolescente non ti parla più — e cosa puoi fare

C'è stato un tempo, non troppo lontano, in cui tornava da scuola e ti raccontava tutto. Chi aveva litigato con chi, cosa aveva detto la maestra, cosa voleva fare da grande, perché un compagno gli era simpatico e un altro no. Parlava in macchina, parlava a cena, parlava mentre facevi altro e a volte avresti voluto solo un minuto di silenzio.

E adesso? Adesso torna a casa, saluta a monosillabi, si chiude in camera. Le domande ricevono risposte da una parola: "bene", "niente", "non lo so". Provi a chiedere di più e ottieni un'alzata di spalle, o peggio, l'irritazione di chi sente la domanda come un'invasione.

Scopri di più