La genitorialità non è solo scienza.
È caffè freddo, abbracci improvvisi e domande senza risposta.
Questo è il mio e il tuo posto. È il posto di tutte noi donne, mamme che vivono nella lotta tra il fare tutto insieme e cercare di tenere duro.
Questo spazio esiste per raccontare com’è davvero essere mamma nel 2026 tra pensieri contorti, giudizi altrui e tanto amore che non finisce mai.
Questo spazio è anche tuo, per leggere, per sentirti vista, accolta, capita e a volte anche emozionarti con i racconti di una mamma imperfetta che da anni cerca di migliorarsi e portare nel mondo qualcosa di buono.
Benvenuta nel NOSTRO spazio!
Le mode della comunicazione tra adolescenti: cosa significano davvero
Tuo figlio ti manda un messaggio con tre punti di sospensione e tu non sai se è arrabbiato, annoiato o sta semplicemente aspettando. Tua figlia dice che una cosa è "cringe" e tu ci metti dieci minuti a capire se è un complimento o un insulto. Senti parlare di "ghostare" qualcuno, di "rizz", di "no cap", di meme che non capisci, di riferimenti a video che non hai mai visto.
E nel mezzo di tutto questo, ti chiedi: stanno parlando una lingua diversa dalla mia? Come faccio a capire cosa mi stanno davvero dicendo?
La risposta è sì — in un certo senso parlano una lingua diversa. E no — non devi imparare ogni parola per capirli. Quello che conta è capire perché quella lingua esiste, cosa fa, e come puoi usarla come porta d'ingresso invece che come muro.
Perché ti senti esaurita anche dopo una notte dormita
Sono le 7 di mattina. Tuo figlio è ancora nel letto, la casa è silenziosa, e tu hai dormito — davvero dormito, miracolo dei miracoli — quasi sette ore di fila. Eppure mentre metti su il caffè ti accorgi che le braccia sono pesanti, che hai quella sensazione ovattata dietro gli occhi, che il solo pensiero di affrontare la giornata ti stanca ancora prima di iniziarla.
E allora ti chiedi — forse con un filo di senso di colpa — cosa c'è che non va in te.
La risposta è: niente. Non c'è niente che non va in te. C'è però qualcosa che non ti è mai stato spiegato bene — e che, una volta capito, potrebbe cambiare il modo in cui guardi la tua stanchezza e, soprattutto, il modo in cui provi a curarla.
Genitore elicottero, tigre, faro o medusa?
Negli ultimi anni il web si è riempito di categorie, tipologie, quiz e articoli che ci invitano a scoprire che tipo di genitore siamo. Sei un genitore elicottero? O forse uno spazzaneve? Hai sentito parlare del genitore tigre, del genitore faro, del genitore medusa? E magari ti sei ritrovata a leggere la descrizione di una categoria pensando: questo sono io.
Perché il mio bambino non smette mai di piangere?
Abbiamo fatto tutto. Abbiamo controllato il pannolino, allattato, dondolato, cantato, camminato su e giù per il corridoio alle tre di notte. E lui piange ancora. Un pianto che non si ferma, che ci attraversa, che ci fa sentire inadeguate, incapaci, sbagliate.