La genitorialità non è solo scienza.

È caffè freddo, abbracci improvvisi e domande senza risposta.

Questo è il mio e il tuo posto. È il posto di tutte noi donne, mamme che vivono nella lotta tra il fare tutto insieme e cercare di tenere duro.
Questo spazio esiste per raccontare com’è davvero essere
mamma nel 2026 tra pensieri contorti, giudizi altrui e tanto amore che non finisce mai.

Questo spazio è anche tuo, per leggere, per sentirti vista, accolta, capita e a volte anche emozionarti con i racconti di una mamma imperfetta che da anni cerca di migliorarsi e portare nel mondo qualcosa di buono.

Benvenuta nel NOSTRO spazio!

Una donna sorridente al computer in un ambiente domestico con librerie, piante e una lampada
Le mode della comunicazione tra adolescenti: cosa significano davvero

Le mode della comunicazione tra adolescenti: cosa significano davvero

Tuo figlio ti manda un messaggio con tre punti di sospensione e tu non sai se è arrabbiato, annoiato o sta semplicemente aspettando. Tua figlia dice che una cosa è "cringe" e tu ci metti dieci minuti a capire se è un complimento o un insulto. Senti parlare di "ghostare" qualcuno, di "rizz", di "no cap", di meme che non capisci, di riferimenti a video che non hai mai visto.

E nel mezzo di tutto questo, ti chiedi: stanno parlando una lingua diversa dalla mia? Come faccio a capire cosa mi stanno davvero dicendo?

La risposta è sì — in un certo senso parlano una lingua diversa. E no — non devi imparare ogni parola per capirli. Quello che conta è capire perché quella lingua esiste, cosa fa, e come puoi usarla come porta d'ingresso invece che come muro.

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Quando non ti senti subito innamorata di tuo figlio
Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio

Quando non ti senti subito innamorata di tuo figlio

C'è una cosa che quasi nessuna mamma dice ad alta voce. Una cosa che si pensa in silenzio, di notte, mentre il bambino dorme e tu sei sveglia con un senso di vuoto che non riesci a spiegare. Una cosa che genera una vergogna così intensa da sembrare quasi un segreto criminale.

Non me ne sono innamorata subito.

O forse: lo guardo e mi sembra uno sconosciuto. O: mi aspettavo di sentire qualcosa di travolgente e invece sento solo stanchezza. O ancora: mi prendo cura di lui, faccio tutto quello che devo fare, ma non sento quella connessione di cui tutti parlano.

Se hai mai avuto uno di questi pensieri, anche solo per un momento, anche solo per un secondo prima di sentirti in colpa e cacciarlo via, questo articolo è per te.

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Il pianto del neonato: come imparare a riconoscerlo senza impazzire
Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio

Il pianto del neonato: come imparare a riconoscerlo senza impazzire

Sono le tre di notte. Il bambino piange. Hai già provato di tutto: lo hai allattato, cambiato, cullato, passeggiato per il corridoio, cantato sottovoce quella canzone che tua madre cantava a te. Niente. Piange ancora. E tu, svuotata, con gli occhi che bruciano e il cuore che si stringe, ti fai la domanda che ogni mamma si fa in questi momenti: “ma cosa vuole?”, “Cosa sta cercando di dirmi?”, “In cosa sto sbagliando?”

Io ti do la risposta alla terza domanda: niente. Non stai sbagliando niente.

Ma le prime due meritano una risposta più concreta. Perché capire il pianto del tuo bambino — non da un manuale, ma dalla relazione che stai costruendo con lui — è una delle cose più preziose che puoi fare in questi mesi. E no, non richiede di essere una esperta. Richiede solo di capire da dove viene quel pianto, e di darti il permesso di imparare senza sentirti inadeguata ogni volta che non capisci subito.

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Il Quarto Trimestre di Gravidanza
Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio

Il Quarto Trimestre di Gravidanza

Tutto il mondo si prepara con te durante la gravidanza. Ci sono i corsi preparto, i libri, i podcast, i gruppi WhatsApp delle mamme. Ci sono le visite, le ecografie, le valigie da fare, le camerette da allestire. Nove mesi in cui l'attenzione — tua e di tutti intorno a te — è rivolta a quel momento: il parto.

E poi il bambino arriva. E il mondo, quasi di colpo, smette di guardarti.

Da quel momento in poi, l'attenzione si sposta tutta su di lui. Com'è? Quanto pesa? Sta mangiando bene? Dorme? E tu — il tuo corpo, il tuo stato emotivo, quello che stai attraversando — passi in secondo piano. Spesso lo fai tu stessa per prima, perché così ti hanno insegnato che si fa.

Ma quello che succede al tuo corpo e alla tua mente nei mesi dopo il parto è enorme. Forse ancora più grande di quello che è successo durante la gravidanza. E quasi nessuno te lo aveva detto davvero.

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Perché ti senti esaurita anche dopo una notte dormita
Autoconoscenza, Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio Autoconoscenza, Puerperio e primi mesi Rafaela Fuccio

Perché ti senti esaurita anche dopo una notte dormita

Sono le 7 di mattina. Tuo figlio è ancora nel letto, la casa è silenziosa, e tu hai dormito — davvero dormito, miracolo dei miracoli — quasi sette ore di fila. Eppure mentre metti su il caffè ti accorgi che le braccia sono pesanti, che hai quella sensazione ovattata dietro gli occhi, che il solo pensiero di affrontare la giornata ti stanca ancora prima di iniziarla.

E allora ti chiedi — forse con un filo di senso di colpa — cosa c'è che non va in te.

La risposta è: niente. Non c'è niente che non va in te. C'è però qualcosa che non ti è mai stato spiegato bene — e che, una volta capito, potrebbe cambiare il modo in cui guardi la tua stanchezza e, soprattutto, il modo in cui provi a curarla.

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